Don Chisciotte alla Pergola con Alessio Boni

Firenze, una città all’insegna dell’arte e della cultura, ecco che verrà nuovamente travolta dal racconto di uno dei romanzi più venduti al mondo che conta più di 500 milioni di copie vendute.

È la volta di Don Chisciotte della Mancia portato egregiamente sul palco del teatro La Pergola da Alessio Boni (adattamento di Francesco Niccolini) fino al 24 marzo. Autore: Miguel de Cervantes.

TRAMA

Questa è la storia di un uomo, che influenzato dalla sua passione per la lettura di romanzi cavallereschi viene trascinato in un mondo fantastico, nel quale si convince ad essere chiamato cavaliere errante. Si mette quindi in viaggio, come gli eroi dei romanzi, per difendere i deboli e riparare i torti e diventa così il cavaliere Don Chisciotte della Mancia. Nella sua follia, Don Chisciotte trascina con sé un contadino, Sancho Panza, cui promette il governo di un’isola a patto che gli faccia da scudiero. Come ogni cavaliere che si rispetti Don Chisciotte dedica le sue imprese ad una dama, una nobile contadina, da lui ribattezzata come nobile dama. Il confronto con la realtà mette a dura prova la sua fantasia, quini si ritrova a combattere contro avversari immaginari, risultando sempre sconfitto e suscitando reazioni di stupore in tutte le genti che assistono alle sue folli gesta.

CAST

Produttore: Nuovo Teatro
Produttore: Fondazione Teatro della Toscana
Regista: Alessio Boni
Regista: Roberto Aldorasi
Regista: Marcello Prayer
Autore: Miguel de Cervantes
Protagonista: Alessio Boni
Protagonista: Serra Yilmaz

Durata: 120 minuti
Numero atti: 2
Anno di produzione: 2019

BIGLIETTO:

Intero:

platea: 34,00 €
Palco: 26,00 €
Galleria: 18,00 €

Ridotto over 60

Platea: 30,00 €
Palco: 22,00 €
Galleria: 16,00 €

Ridotto under 26

Platea: 22,00 €
Palco: 17,00 €
Galleria: 13,00 €

Ridotto Soci Unicoop Firenze

Platea: 26,00 €
Palco: 19,00 €
Galleria: 14,00 €

 

 

“Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel «so che dobbiamo morire» che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L’animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati ‘pazzi’. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.”

Testo di Alessio Boni

 

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