Mostra Marina Abramovic “The cleaner”: DOVE PARCHEGGIARE

INFORMAZIONI:

Quando: dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019
Dove: Palazzo Strozzi
Orario mostra: Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì 10.00-23.00
Info:Tel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org
Prenotazioni:Dal lunedì al venerdì 9.00-13.00/14.00-18.00
Tel +39 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

Per ulteriori informazioni visita il sito Palazzo strozzi

La nota capitale del Rinascimento, Firenze, è lieta di ospitare la “nonna della performance art“. Palazzo strozzi accoglierà una grande mostra dedicata a Marina Abramovic presentando una retrospettiva che riunirà oltre 100 opere da lei realizzate dagli anni Settanta ad oggi. Ogni visitatore potrà ammirare le sue opere attraverso viedeo, fotografie, dipinti, oggetti installzaioni e in più la riesecuzione dal vivo di alcune delle sue più celebri performance grazie alla collaborazione di un gruppo di performer accuratamente selezionato e formato in occasione della mostra.
(SCOPRI QUI IL CALENDARIO DELLE PERFORMANCE)

La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, prodotta da Moderna Museet, Stoccolma in collaborazione con Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Bundeskunsthalle, Bonn.
A cura di Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn.

Chi è Marina Abramovic?

Marina Abramovic (nata il 30 Novembre 1946) è un’artista serba naturalizzata statunitense, è una delle più celebri personalità che ha rivoluzionato l’idea di performance esplorando, nei suoi lavori, le relazioni tra l’artista e il pubblico, ed il contrasto tra i limiti del corpo e le possibilità della mente.
La sua prima lezione di arte Marina la ricevette dal padre all’età di 14 anni: era il 30 novembre 1960; avendo chiesto al genitore di comprarle dei colori, lui si presentò con un amico il quale cominciò con il tagliare a caso un pezzo di tela, poi una volta steso a terra vi gettò sopra colla, sabbia, pietrisco, bitume, colori vari dal giallo al rosso, poi dopo aver cosparso il tutto con trementina collocò un fiammifero al centro della composizione e lo fece esplodere e disse: “Questo è il tramonto”.

 

Un amore mai finito

Nel 1976, ad Amsterdam il destino le pone davanti Ulay, un artista tedesco geniale e stravagante, con il quale a prima vista scatta un’intesa devastante non solo artistica ma soprattutto amorosa. Marina lo colpisce per la sua energia positiva, Ulay colpisce lei per la sua unicità, come quella barba e quei capelli lunghi che portava soltanto da un lato del viso.

Anime complementari, destinate a trovarsi e non lasciarsi mai: ecco come vivono i primi anni insieme. Il loro amore generava forza creativa, gli artisti eseguono performance estreme si fanno chiamare “The Other”. Diventano sempre più conosciuti al pubblico e il loro amore resiste al limite estremo a cui si sottopongono. Vivono come nomadi in giro per il mondo su di un camper, si fissano nudi uno davanti all’altro all’ingresso di una galleria d’arte di Bologna, legano i loro capelli in un unico dread e respirano la stessa aria fino a finire l’ossigeno e svenire. In ogni azione compiuta, Marina e Ulay si sono sempre appoggiati, hanno agito all’unisono rimanendo anche immobili e legati per un giorno intero. Non è difficile immaginare come questo amore vissuto oltre ogni limite si sia consumato.

“Tutti pensavano a noi come una coppia perfetta, in realtà lui non era per niente soddisfatto.
Più miglioravano le nostre performance, più peggiorava la nostra relazione in privato. In seguito i suoi interessi iniziarono ad essere diversi dai miei, lui voleva godersi la vita, beveva e si drogava. Poi diventò infedele e questo mi fece soffrire molto.”

Quando la coppia ha capito di aver raggiunto il massimo e di non aver più nulla da poter vivere insieme è il 1988. Dopo dodici anni di legame indissolubile, vissuto per l’arte e in pubblico, non resta che chiudere il sipario con un finale adeguato. La stravagante coppia sceglie la muraglia cinese ed un’ultima performance per dirsi addio: The Lovers. Partiti da lati opposti trascorrono 2.500 chilometri per incontrarsi finalmente nel centro, dopo tre mesi di cammino, abbracciarsi e dirsi addio. Arrivati l’uno difronte all’altra Ulay confessa a Marina di aver incontrato durante il viaggio un’interprete e di essere il padre di suo figlio. Marina trattiene a stento le lacrime, ma è una donna forte e determinata, gira le spalle dicendo soltanto « io me ne vado » separandosi definitivamente dal suo compagno di vita e da tutto ciò che è stato. La loro storia è finita come era iniziata, in un battito di ciglia.

« Non avevo mai avuto un rapporto con una donna che arrivasse a quel grado di simbiosi.
E dopo dodici anni non ne potevamo più. »

Nei successivi vent’anni Ulay si è sposato con l’interprete, Marina ha scelto il suo lavoro diventando sempre più popolare, la madre e la regina delle performance. Hanno vissuto vite meravigliose, separati, senza mai più incontrarsi. Nessun ripensamento da quel fatidico momento in Cina.
Separati fino al 2010, al MoMa di New York l’Abramovìc inaugura una nuova performance, “The Artist is present”. Bellissima e maestosa Marina siede al centro della sala, con un lungo abito rosso. Difronte a lei un piccolo tavolo ed una sedia su cui, per 60 secondi, uno alla volta gli spettatori possono sedersi e osservarla negli occhi. Da questa performance entrambi ne usciranno diversi, e a volte sconvolti. Si susseguono davanti a lei molte persone ognuno ha una reazione : qualcuno è imbarazzato, qualcun altro solo curioso, chi imperterrito ride, chi piange. E poi dalla folla arriva lui, Ulay. Elegante ed invecchiato, visibilmente provato ed emozionato. Si siede davanti a Marina, la quale dopo aver aperto gli occhi non riesce a nascondere la sorpresa. Ulay con il quale non si vedevano da 30 anni, è seduto proprio davanti a lei. Si prendono per mano e con un solo sguardo si dicono tutto quello che non si sono mai detti in tutti questi anni. Un amore coinvolgente, un affetto profondo, che non si può dimenticare.

(Guarda il video della performance )

I parcheggi di Florence Parking sono a disposizione dei visitatori:
Garage La stazione
Garage Sole
Garage Verdi.
Ricordiamo che l’accesso e la permanenza a uno dei parcheggi del Centro Storico garantisce l’accesso nella ZTL, senza il pericolo di incorrere in sanzioni. Inoltre, l’orario estivo della ZTL del Centro Storico di Firenze è il seguente:
dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 20.00
il sabato dalle 7.30 alle ore 16.00

dalle ore 20.00 di giovedì alle ore 3.00 di venerdì
dalle ore 20.00 di venerdì alle ore 3.00 di sabato
dalle ore 23.00 di sabato alle ore 3.00 di domenica.

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