“Solo. Piero Manzoni”, la mostra al museo del Novecento

INFORMAZIONI
DOVE: Museo del Novecento (Piazza di Santa Maria Novella)
QUANDO: 18/09-13/12
PREZZO: Ingresso museo 8,50 euro; 4 euro ridotto
Altre info: SITO WEB

E’ dedicata a Piero Manzoni la seconda mostra presentata al museo del Novecento.
Un artista fondamentale per l’arte contemporanea italiana e internazionale: Piero Manzoni nasce a Cremona nel 1933, cresce a Milano e qui svilupperà la sua personale interpretazione dell’arte dove l’infinito si fonde al finito, l’ironia al rigore, la magia alla scienza e il tutto al niente.

Manzoni è l’uomo che ha “inscatolato” una “Linea di lunghezza infinita” e la “Merda d’artista“, il contesto storico è quello dell’Italia del boom economico post Seconda Guerra mondiale in cui si affermò progressivamente la società dei consumi. Ecco perché, con Manzoni, il cibo diviene protagonista di un percorso radicale di matrice concettuale: l’arte è per lui vero nutrimento della vita ed esperienza interiore per il pubblico. Il maestro utilizza alimenti e oggetti d’uso quotidiano ai quali conferisce vita eterna attraverso processi che ricordano la mummificazione e la fossilizzazione.

“Merda d’artista”
La storia inizia il 21 maggio 1961 quando l’autore sigillò 90 barattoli di latta, identici a quelli per la carne in scatola, ai quali applicò un’etichetta, tradotta in varie lingue, con la scritta «merda d’artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961». Sulla parte superiore del barattolo è apposto un numero progressivo da 1 a 90 insieme alla firma dell’artista. L’artista mise a questi barattoli il prezzo corrispondente per 30 grammi di oro, alludendo al valore dell’artista che grazie ai meccanismi commerciali della società dei consumi poteva vendere al valore dell’oro una parte di se stesso.

Alla fine degli anni ’59 Manzoni iniziò un’indagine sempre più corporale con la serie dei 45 Corpi d’aria: in una scatola di legno racchiuse un foglio con le istruzioni, un palloncino bianco da gonfiare con un tubicino e un treppiede dove poggiare la “scultura gonfiata”, dopo questa serie realizzò anche Fiato d’artista dove il palloncino gonfiato è semplicemente apposto su una base quadrangolare di legno.

 

Tra le sue sperimentazioni più radicali ci sono le “Uovo scultura” ovvero delle uova sode con impressa sopra la sua impronta digitale conservate in scatole di legno firmate e numerate. Nel 1960, durante la mostra alla Galleria Azimut, Manzoni realizza una messa in scena cinematografica dove spiega il procedimento tecnico utilizzato. Le uova, pulite con solventi, vengono stabilizzate e cotte lentamente in forno, timbrate con l’impronta digitale dell’artista e collocate in un contenitore di legno con ovatta. L’atto performativo viene chiamato “Consumazione dell’arte Dinamica del pubblico Divorare l’arte” dove Manzoni offrì da mangiare al pubblico uova sode con la sua impronta digitale.

 

“Achrome”
In «Achrome» (1962 circa) il pane – all’epoca già prodotto su scala industriale – diviene materiale artistico moltiplicato in una serie di file ordinate, rese omogenee con il caolino: le tipiche michette dalla forma tondeggiante possono infatti aggregarsi ed espandersi all’infinito.
Sia in «Achrome» che in «Uovo Scultura» il corpo artistico diviene un’entità autosufficiente, con evidenti rimandi simbolici e religiosi.

 

Tra le opere esposte anche la monografia di Manzoni, che lui non riuscì mai a veder pubblicata in quanto morì per un infarto nel 1963 a 29 anni, “Piero Manzoni life and works“. Un’ulteriore provocazione, in quanto il libro è realizzato con pagine di plastica trasparenti e da chiuso ha un effetto specchio che fa domandare allo spettatore “chi è il protagonista?” trasformandolo nel centro dell’esposizione. Lo stesso risultato Manzoni lo ottenne con “Base magica” (1961): un piedistallo di legno con sopra due impronte sulle quali si può salire e diventare arte (sarà possibile salire sopra l’istallazione previa firma di una liberatoria).

I parcheggi di Florence Parking sono a disposizione dei visitatori:
Garage La stazione
Garage Sole
Garage Verdi.
Ricordiamo che l’accesso e la permanenza a uno dei parcheggi del Centro Storico garantisce l’accesso nella ZTL, senza il pericolo di incorrere in sanzioni. Inoltre, l’orario estivo della ZTL del Centro Storico di Firenze è il seguente:
dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 20.00
il sabato dalle 7.30 alle ore 16.00

dalle ore 20.00 di giovedì alle ore 3.00 di venerdì
dalle ore 20.00 di venerdì alle ore 3.00 di sabato
dalle ore 23.00 di sabato alle ore 3.00 di domenica.