CHI È LA BERTA?

CHI È LA BERTA?

Vi siete mai sentiti osservati passando per via de’ Cerretani? Bhè se è così, siete giustificati.

Esattamente all’angolo della via, in prossimità di Piazza Santa Maria Maggiore si trova la Chiesa omonima. Incastonata nella facciata, vicino alla torre campanaria mozzata si trova La Berta, cioè una testa marmorea. Dovrete alzare lo sguardo, perché La berta, per avere un’ottima visuale della via, è posta molto in alto. È un personaggio leggendario per la città di Firenze e non sappiamo né chi rappresenti né il motivo per cui è posta lì.

Rappresenta il volto di una donna, e nel tempo sono fiorite numerose leggende. Molte perdute nei secoli. Cosa ci fa in quella posizione? E perché è posta così in alto?

LE LEGGENDE

RIESCI A TROVARE LA BERTA IN QEUSTA FOTO?

Per scoprire l’origine delle leggende dobbiamo tornare indietro al 1327, anno in cui Cecco d’Ascoli, scienziato e umanista, fu condannato al rogo. Le motivazioni erano rappresentate dalle sue posizioni, considerate eretiche, dal tribunale dell’inquisizione.

Cecco fu arso in Piazza Santa Croce, ma prima fu costretto a “sfilare” per le vie cittadine, passando proprio davanti alla Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Si narra che il prigioniero implorasse dell’acqua e che proprio a quell’altezza, una persona si affaccia alle finestre della chiesa gridando alla folla di non dargli da bere. Secondo la credenza popolare, i condannati per stregoneria potevano salvarsi dalle fiamme del rogo se idratati. Quì la leggenda si divide in due: alcuni sostengono che la persona affacciata alla finestra era una donna, altri invece pensano che fosse il prete. Insomma quando la donna (o il prete) disse ‘Se beve non brucia!’, Cecco le si rivolse dicendo “E tu di lì il capo non caverai mai”. Fu così che la donna rimase pietrificata all’istante a causa della maledizione lanciatale, ed ancora oggi, guarda la strada.

Un’altra versione della leggenda racconta che il viso marmoreo ritrae un’erbivendola di quartiere che regalò alla chiesa una campana, comprata grazie ai suoi risparmi. Per ringraziarla, i suoi concittadini ne immortalarono il volto sulla torre campanaria. In realtà, è poco probabile che un’erbivendola avesse tanto denaro da poter fare un simile regalo, ma questa è la narrazione più ‘felice’ de La Berta.

L’ultima ipotesi, meno magica, ma comunque non appurata è il viso marmoreo è parte di una statua posta in quella posizione come elemento decorativo dell’edificio. La testa risale all’epoca tardo romana, e nel Medioevo i reperti architettonici e artistici delle epoche precedenti venivano impiegati come elementi ornamentali dei nuovi edifici.

Qual è la verità? Non lo sappiamo. Possiamo però ricondurre l’origine della statua ad una di queste leggende.
Mi raccomando, quando passere di lì, alzate lo sguardo.

Un saluto alla Berta è d’obbligo.