IL GIARDINO DI BOBOLI

IL GIARDINO DI BOBOLI

Il Giardino di Boboli è un parco storico della città di Firenze, accoglie ogni anno oltre 800.000 visitatori, è uno dei più importanti esempi di giardino all’italiana al mondo ed è un vero e proprio museo all’aperto. È nato come giardino granducale di Palazzo Pitti fu costruito tra il XVI e il XIX secolo, dai Medici, poi dai Lorena e dai Savoia, e misura circa 45.000 m².

LA STORIA e LE ORIGINI DEL NOME

Risalgono al 1341 i primi acquisti di proprietà in Oltrarno da parte di Cione di Bonaccorso Pitti. L’origine del nome “Boboli” nasce da una contrazione popolaresca del cognome della famiglia Borgolo o Borgoli, che aveva possedimenti nel territorio che si dipanava lungo dalla direttrice del Ponte Vecchio, prima che la zona fosse inclusa nelle mura. Questi terreni dunque pervennero nella mani di Luca Pitti nel 1418, quarant’anni prima di iniziare la costruzione del palazzo che prese il nome dalla sua famiglia.

Con il passaggio della proprietà ai Medici nel 1549, per l’acquisto del palazzo da parte di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici, iniziarono l’abbellimento e gli ampliamenti, che coinvolsero anche il giardino. L’architetto fu inizialmente Niccolò Tribolo.

Durante il governo di Cosimo II il giardino subì il più importante ingrandimento, quasi triplicando la sua estensione ad opera di Giulio Parigi e del figlio Alfonso, ideatori del secondo asse verso Porta Romana (il cosiddetto Viottolone).

Il giardino ha quattro ingressi fruibili dal pubblico: dal cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti, dal Forte di Belvedere, da via Romana (l’ingresso di Annalena) e dal piazzale di Porta Romana, oltre a un’uscita “extra” su piazza Pitti.

Il giardino venne aperto al pubblico per la prima volta, sebbene con le dovute limitazioni, durante il regno di Pietro Leopoldo di Lorena.

Nel giugno del 2013 diviene Patrimonio UNESCO.

DISPOSIZIONE INTERNA

I giardini hanno una configurazione a triangolo allungato, con forti pendenze e due assi quasi perpendicolari che si incrociano vicino alla Fontana del Nettuno che si staglia sul panorama. A partire dai percorsi centrali degli assi poi si sviluppano una serie di terrazze, viali e vialetti, vedute prospettiche con statue, sentieri, radure, giardini recintati, costruzioni e rosai antichi, in un’inesauribile fonte di ambienti curiosi e scenografici.

All’interno del Giardino le statue presenti assumono molta importanza storica e sentimentale per la città. È per questo che viene definito un vero e proprio museo all’aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte, prima fra tutte quella celeberrima realizzata da Bernardo Buontalenti, e di grandi fontane, come quella del Nettuno e dell’Oceano.