Il Giglio di Firenze: in passato aveva i colori invertiti

Il Giglio di Firenze: in passato aveva i colori invertiti

 

«Vid’io Fiorenza in sì fatto riposo,
che non avea cagione onde piangesse;
con queste genti vid’io glorioso
e giusto il popol suo tanto, che il giglio
non era ad asta mai posto a ritroso
né per division fatto vermiglio»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto XVI, 152.)

 

Il simbolo della città, il segno che racconta una storia, una tradizione: Il giglio rosso è lo stemma di Firenze dal XI secolo

La sua origine è incerta, alcune leggende narrano che la città (Florentia) venne abbinata con il fiore perché la sua fondazione da parte dei romani avvenne nell’anno del 59 a.C., durante le celebrazioni romane per l’avvento della primavera. I festeggiamenti in onore alla dea Flora: giochi e competizioni pubbliche che si svolgevano dal 28 aprile al 3 maggio.

Un’altra leggenda invece associa il simbolo al nome del fondatore Fiorino, pretore romano, perito durante l’assedio di Fiesole. In merito al giaggiolo (“Iris germanica ”, detto giglio di Firenze o giaggiolo bianco), specie che cresce numerosa e florida nei dintorni della città e da cui si pensa possa discendere il nostro simbolo.

SIGNIFICATI

Il Giglio di Firenze ha sempre avuto significati allegorici, tra cui quello di simbolo di purezza che lo rendeva il fiore della Madonna. Quindi non possiamo escludere che l’adozione del giglio sia collegata a una manifestazione di culto mariano.

Ma il Giglio veniva già usato ancora prima della sua approvazione, come propria insegna dai fiorentini, durante la prima crociata.

 

ESTETICA

Lo stemma, approvato con decreto del Capo del governo del 25 luglio 1929 ha la seguente blasonatura:

«semplice scudo ovato d’argento, al giglio aperto e bottonato di rosso

Al contrario della blasonatura attuale, anticamente i colori erano invertiti.

I colori attuali risalgono al 1251 quando i Ghibellini, in esilio da Firenze, continuavano a ostentare il simbolo di Firenze come proprio. Fu allora che i Guelfi, che controllavano Firenze, si distinsero dai propri avversari invertendo i colori che poi sono rimasti fino ai giorni nostri.

Ai tempi del Comune di Firenze, il giglio era il simbolo della città, talvolta rappresentato su uno scudo retto dalla zampa di un leone (il cosiddetto marzocco). In seguito venne imposto ai territori sotto il dominio fiorentino ma con l’importante differenza di essere privo degli stami, cioè la parte decorativa posta nella parte inferiore.

La descrizione del gonfalone è la seguente:

«drappo rettangolare, terminante nella parte inferiore a coda di rondine, di color bianco e misura centimetri 213 in senso verticale e centimetri 137 in senso orizzontale, in cui campeggia il giglio di rosso aperto e bottonato

EVOLUZIONE

Il tradizionale simbolo fiorentino subì nel 1809 un tentativo di sostituzione del governo napoleonico che,  provò a imporre un nuovo simbolo per Firenze: una pianta di giglio fiorito su un prato verde e uno sfondo argentato sormontato da un capo di rosso a tre api d’oro.

Il dissenso fiorentino non ne permise l’approvazione.