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“La Ferita” di Palazzo Strozzi  

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Palazzo Strozzi cambia aspetto. Non parliamo di una ristrutturazione o di interventi edili o estetici al museo. Parliamo di un’opera.

Jr, artista francese tra i più celebri al mondo è stato chiamato per dare valore e reinterpretare uno dei palazzi iconici di Firenze. Lo ha fatto attraverso una nuova installazione site specific dal titolo “La Ferita”.

IL MESSAGGIO

Si presenta come un grande collage fotografico appeso sulla facciata di Palazzo Strozzi, che mostra una parte del contenuto del museo, ma il significato dell’opera è molto più grande e intenso.

JR vuole proporre una suggestiva riflessione sull’accessibilità dei luoghi della cultura in questa nuova epoca con l’avvento del Covid-19. Questa opera può colpire molte persone: chi passeggia per strada e non avrebbe mai pensato di visitare un museo ecco che adesso ne vede una parte che incuriosisce, chi ha sempre visto l’arte come qualcosa di lontano e inaccessibile. Ognuno interpreta l’opera in maniera diversa, dipende tutto dalla storia e dal background di ognuno di noi.

Come dice JR: “E’ un piacere essere qui – questa opera risveglia tante cose dentro di noi, che sono molto personali e questo è importante per la mia figura di artista. Le persone che passeggiano per la via, una che magari lavora che non ha mai pensato di entrare in un museo nell’ultimo anno, dipende dalla storia di ognuno di noi, abbiamo una lettura differente”.

IL PROGETTO

L’iniziativa è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati. Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo. Con il patrocinio dell’Institut français Firenze.

JR racconta che è stato tutto un po’ improvviso, ma che questa “fretta” gli ha permesso di esporre le sue armi migliori e tutto il suo talento.

“Non abbiamo avuto molto tempo per realizzare l’opera – ha spiegato ancora JR -, ma con me l’urgenza funziona bene, è la necessità di creare. Io penso che la pandemia ha avuto un impatto su tutti gli artisti, anche su di me. Per chi lavora proponendo le sue opere in uno spazio chiuso è più difficile, ma tutti noi ci stiamo adattando per trovare un modo per condividere la nostra arte. Ad esempio adesso, a Parigi, stiamo tenendo delle masterclass d’arte, molti prima non avrebbero potuto partecipare, ma potendole seguire da casa è più facile e accessibile. Ci sono degli artisti le cui opere all’esterno non funzionano, ma bisogna essere forti e trovare altri modi di condividere l’arte, è difficile”.

L’installazione si inserisce all’interno di Palazzo Strozzi Future Art, nuovo programma della Fondazione Palazzo Strozzi nato dalla collaborazione con Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma per l’arte del presente, ponendo la promozione della creatività, il coinvolgimento del pubblico e il sostegno alle nuove generazioni come valori di riferimento per un rilancio del sistema culturale attraverso iniziative che vedranno il coinvolgimento di artisti contemporanei italiani e internazionali a Palazzo Strozzi.

 

L’OPERA

Alta 28 metri e larga 33, JR propone una sorta di squarcio visivo sulla facciata di Palazzo Strozzi, che si apre alla visione di un interno reale e immaginato allo stesso tempo. L’opera, realizzata con un collage fotografico in bianco e nero tipico dello stile dell’artista, è costruita come una anamorfosi, un gioco illusionistico in cui, osservando da un preciso punto di vista, si schiudono davanti agli occhi, proprio come all’interno di una ferita, diversi ambienti di Palazzo Strozzi: il colonnato del cortile, un’immaginaria sala espositiva e una biblioteca.

Inserendo opere iconiche del patrimonio artistico fiorentino e citando direttamente un luogo reale come la biblioteca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, JR propone una diretta e suggestiva riflessione sull’accessibilità non solo a Palazzo Strozzi ma a tutti i luoghi della cultura nell’epoca del Covid-19. Palazzo Strozzi diviene così il palcoscenico spettacolare per una ferita, simbolica ma dolorosa, che accomuna tutte le istituzioni culturali italiane e non solo: musei, biblioteche, cinema e teatri, costretti a limitare o a non poter far accedere il pubblico ai propri spazi